De Bona inaugura il MEV, il Museo dell’Emigrazione Veneta: «Un ponte tecnologico tra la memoria di ieri e i giovani di oggi»

6 Lug 2026

Sabato 4 luglio 2026 è stata scritta una pagina storica per la memoria collettiva della nostra regione. Con l'inaugurazione ufficiale del MEV - Museo dell’Emigrazione Veneta, prende vita un sogno ambizioso, nato grazie alla concretezza dell'Associazione Bellunesi nel Mondo e premiato a livello nazionale dai fondi del PNRR. Evoluzione naturale del MIM (Museo Interattivo delle Migrazioni) nato nel 2013, il nuovo spazio museale allarga i propri confini per abbracciare l'intera epopea migratoria veneta attraverso l'uso di tecnologie multimediali all'avanguardia, video, documenti e un’innovativa web app. Un traguardo straordinario che coincide con i 60 anni dell'Associazione e che si propone come un museo vivo e dinamico: un atto di giustizia contro l'oblio, dedicato sia ai sacrifici dei nostri padri sia alle speranze delle decine di migliaia di giovani che ancora oggi lasciano la propria terra.

Di seguito, proponiamo il discorso integrale letto con profondo orgoglio e commozione dal presidente dell'Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona, in occasione del taglio del nastro.


Autorità presenti, cari sindaci, rappresentanti delle istituzioni, cari soci, amici stimati e accorsi da ogni parte della nostra regione e non solo: benvenuti. Benvenuti a casa vostra.

Oggi non siamo qui semplicemente a tagliare un nastro. Oggi siamo qui a testimoniare la nascita di un sogno che si fa carne, pietra, tecnologia e memoria. Oggi inauguriamo ufficialmente il MEV, il Museo dell’Emigrazione Veneta.

Dietro questa giornata ci sono i mesi di lavoro, di ansie, di scartoffie, ma soprattutto c'è una visione. Un anno fa abbiamo deciso di salire su un treno in corsa, quello del PNRR. Abbiamo presentato un progetto per la nostra sede – che è di proprietà dell'Associazione Bellunesi nel Mondo. Ebbene, su oltre 70 progetti presentati a livello nazionale, sapete dove si è piazzato il nostro? Secondi in tutta Italia. Primi e unici a livello regionale.

Permettetemi di dirlo con il cuore gonfio di orgoglio: questa non è fortuna. Questa è la dimostrazione della serietà, della competenza e della credibilità che l'Associazione Bellunesi nel Mondo esprime ogni giorno. Noi non siamo abituati a fare promesse al vento. In passato ci sono state fatte proposte per sedi più grandi, ma sono rimaste parole. E noi, gente di montagna, gente dell’Associazione, siamo persone concrete. Abbiamo visto l’opportunità, abbiamo colto il treno del PNRR e oggi siamo qui: parliamo con i fatti.

Questo museo è la naturale, straordinaria evoluzione del MIM, il Museo Interattivo delle Migrazioni che inaugurammo sempre qui nel 2013. Se oggi possiamo fare questo salto dal MIM al MEV, lo dobbiamo a una solida base di partenza. E per questo voglio ricordare e ringraziare con affetto il nostro presidente onorario, l'avvocato Maurizio Paniz, che allora, in veste di parlamentare, riuscì a intercettare un contributo fondamentale per far partire quella prima "startup". Quell'esperienza ci ha fatto crescere, ci ha perfezionati, ci ha dato le competenze museali per guardare oltre.

Dal MIM passiamo al MEV. Ampliamo i confini: non parleremo più solo dell’emigrazione bellunese, ma abbracceremo l'intera epopea della regione Veneto. Ma lo faremo mantenendo intatto lo stesso identico spirito delle origini. Sfrutteremo le tecnologie più moderne, l'interattività, i video, le voci vive, i documenti. Avremo anche una innovativa web app, uno strumento dinamico di cui vi parlerà nel dettaglio, tra poco, il nostro direttore artistico Romeo Pignat.

Voglio dire un "grazie" immenso a Romeo Pignat, a tutto il suo staff e alle maestranze di Prima Linea. Abbiamo voluto dare fiducia a questa realtà della provincia di Pordenone, , che aveva già curato il MIM. Hanno lavorato in totale sinergia con la nostra struttura.

E lasciatemi aprire una parentesi doverosa, densa di gratitudine. Gestire i fondi PNRR non significa solo avere buone idee. Significa scontrarsi con una burocrazia gigantesca, con piattaforme nazionali, dove ogni virgola può diventare uno scoglio. Se oggi siamo qui, è perché il personale e lo staff dell'Associazione Bellunesi nel Mondo ha fatto uno sforzo sovrumano, seguendo ogni singolo passaggio burocratico e di rendicontazione con una dedizione commovente. E ovviamente è grazie a loro se il progetto, curato nei dettagli, è stato scelto a livello ministeriale. Grazie, grazie di cuore a tutti voi.

Oggi celebriamo questo traguardo mentre festeggiamo, con immensa gioia, i nostri 60 anni di vita dell'Associazione. Un cammino lungo, fatto di valigie di cartone e di riscatti sociali. E questo museo è un'opera collettiva: ringrazio profondamente le associazioni a livello veneto che hanno partecipato donando e condividendo il proprio prezioso materiale storico. E ringrazio voi, cari soci, che avete aperto i vostri cassetti e i vostri cuori per riempire questo spazio di storie vere.

Il MEV non sarà un luogo polveroso o statico. Sarà un museo vivo, dinamico, sempre aperto, destinato a crescere ogni giorno con il contributo di ciascuno di voi. Ma soprattutto, questo museo è un atto di giustizia.

Un atto di giustizia contro l’oblio, affinché la storia dell’emigrazione non venga dimenticata. Dobbiamo ricordare l’emigrazione di ieri, quella dei nostri nonni e dei nostri padri che hanno faticato in ogni angolo del globo, ma abbiamo il dovere sacrosanto di guardare all'emigrazione di oggi. Il MEV parlerà anche delle decine di migliaia di giovani veneti che, anche quest'anno, continuano a fare le valigie per cercare fortuna all'estero. A loro, alle loro speranze e alla nostra storia, dedichiamo questo spazio.

Grazie davvero a tutti. Buona visita e buon inizio al MEV! Viva i Bellunesi nel Mondo, viva l'emigrazione veneta!

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