Il Museo dell'Emigrazione Veneta partecipa al cordoglio per la scomparsa di Roland Collombin, figura di primo piano dello sport invernale internazionale degli anni Settanta e testimone emblematico di come il legame con la terra d'origine possa trasmettersi ed essere custodito attraverso le generazioni.
La traiettoria biografica e sportiva di Collombin rappresenta una delle tante e significative storie che compongono il grande mosaico dell'emigrazione veneta in Europa, dove il successo professionale si è unito costantemente al mantenimento dell'identità d'origine.
Da Sospirolo alla Svizzera: la storia della famiglia Tegner
Le radici venete del campione svizzero risalgono alla madre, Livia Tegner, nata nel 1919 a Sospirolo, in provincia di Belluno. Come molti giovani della sua generazione, Livia lasciò la propria terra per cercare opportunità di lavoro in Svizzera. Lì incontrò e sposò Maurice Collombin, dal cui matrimonio nacque Roland.
Cresciuto in territorio elvetico, Roland Collombin divenne uno dei più grandi specialisti della discesa libera della sua epoca, conquistando la medaglia d'argento ai Giochi Olimpici invernali di Sapporo nel 1972 e due Coppe del Mondo di specialità nel 1973 e nel 1974.
Un legame mai interrotto con la terra d'origine
Nonostante i traguardi agonistici e la notorietà internazionale, Collombin non ha mai reciso i contatti con il paese natale della madre. Nel corso di tutta la sua vita ha frequentato regolarmente la frazione di Roe e il comune di Sospirolo, dove risiedono i suoi parenti. La sua ultima visita alla comunità bellunese risaliva a solo un mese e mezzo fa, a testimonianza di un rapporto intimo e continuo con il territorio veneto.
La sua figura incarna i valori che il MEV si impegna a conservare e divulgare: la capacità di integrarsi ed eccellere nei paesi d'arrivo senza mai dimenticare le proprie radici culturali e familiari.

