C’è un filo invisibile ma indissolubile che lega i paesaggi del Vicentino alle immense estensioni di terra rossa dello Stato di San Paolo, in Brasile. Quel filo porta il nome della famiglia Portinari ed è dipinto nei colori e nei volti delle opere di Candido Portinari (1903-1962), considerato il più importante artista modernista brasiliano e tra i figli più illustri dell'emigrazione veneta nel mondo.
Al MEV – Museo dell’Emigrazione Veneta raccontiamo le storie di chi ha lasciato la propria terra portando con sé sogni, saperi e speranze. La parabola di Portinari è una delle testimonianze più potenti di come l'eredità culturale veneta si sia intrecciata con la storia dei paesi d'accoglienza, trasformando il sacrificio dei primi coloni in arte riconosciuta a livello mondiale.
Le radici vicentine: da Chiampo e Bassano a Brodowski
La storia di Candido ha inizio a fine Ottocento, in pieno fenomeno della grande emigrazione di massa verso le Americhe. Giovan Battista Portinari, originario di Chiampo, e Domenica Torquato, nativa di Bassano del Grappa, lasciarono la provincia di Vicenza verso il Brasile, alla ricerca di un futuro migliore.
Stabilitisi come colonos nella fazenda di caffè "Santa Rosa" a Brodowski, diedero alla luce Candido nel 1903. Cresciuto in un ambiente rurale profondamente segnato dall'immigrazione italiana — dove la lingua parlata tra le piantagioni conteneva ancora inflessioni e dialetti del Veneto — il giovane dimostrò fin da piccolo un talento eccezionale per il disegno.
Il racconto sociale dell'immigrazione e dei deboli
Sebbene la sua formazione artistica lo portò a Rio de Janeiro e poi in Europa negli anni '20, Portinari non recise mai il legame emotivo con le sue origini e con la vita dei lavoratori della terra. Nei suoi dipinti più celebri, come Os Retirantes (I profughi) o Café, l'artista immortala con realismo ed empatia la fatica, la dignità e la sofferenza dei braccianti e degli emigrati.
Nelle sue opere risuona il ricordo dei racconti dei genitori, la nostalgia delle radici lontane e la fierezza di un popolo che ha contribuito a edificare le fondamenta del Brasile moderno.
Il traguardo mondiale: "Guerra e Pace" all'ONU
Il vertice della carriera di Portinari arrivò negli anni Cinquanta con la commissione dei due monumentali pannelli intitolati "Guerra e Pace" (Guerra e Paz), dono ufficiale del governo brasiliano alla sede delle Nazioni Unite a New York. Installati nell'atrio dell'Assemblea Generale, i murales trasmettono un messaggio universale di armonia, fratellanza e pace tra i popoli: gli stessi valori portati al di là dell'oceano dalle generazioni di veneti nel mondo.
La memoria viva al MEV
Oggi il MEV custodisce e valorizza le biografie di donne e uomini come Giovan Battista e Domenica Portinari, i cui sacrifici hanno permesso ai propri figli di emergere e lasciare un segno indelebile nella cultura globale.
Riscoprire Candido Portinari significa rendere omaggio a milioni di italo-brasiliani che mantengono vivo il legame con la terra d'origine.
Ti invitiamo a visitare il percorso espositivo del MEV a Belluno (Via Cavour, 3) per esplorare la sezione multimediale dedicata alle comunità venete in Brasile e alle storie dei nostri emigrati che hanno fatto grande il mondo.

