La storia dell'emigrazione veneta ha da oggi un nuovo e tecnologico punto di riferimento. Sabato 4 luglio, presso la sede dell'Associazione Bellunesi nel Mondo (ABM), è stato ufficialmente inaugurato il MEV – Museo dell'Emigrazione Veneta. Si tratta di uno spazio espositivo profondamente innovativo, pensato per raccontare il lungo viaggio di milioni di veneti che, tra l'Ottocento e il Novecento, hanno lasciato la propria terra d'origine per cercare fortuna all'estero, rivolgendo al contempo uno sguardo attento anche alle dinamiche della mobilità contemporanea.
Il MEV raccoglie e amplia il testimone del precedente MIM (Museo Interattivo delle Migrazioni), attivo dal 2013. Se il MIM si concentrava principalmente sulle vicende storiche legate al territorio bellunese, il nuovo MEV estende il proprio raggio d'azione all'intera regione Veneto. La trasformazione è stata possibile grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che hanno permesso di sviluppare un percorso di visita fortemente immersivo: installazioni multimediali, documenti storici, fotografie, filmati dell'epoca, testimonianze dirette e una web app dedicata che accompagna passo dopo passo i visitatori.
Una cerimonia tra istituzioni, cultura e memoria condivisa
L'evento inaugurale si è aperto sulle note solenni dell'Inno d'Italia e dell'Inno del Veneto, dando il via a una mattinata ricca di interventi istituzionali e momenti di profonda commozione. La prima parte della cerimonia ha visto alternarsi al microfono:
- Oscar De Bona, presidente dell'Associazione Bellunesi nel Mondo;
- Raffaele Addamiano, assessore alla Cultura del Comune di Belluno;
- Marco Staunovo Polacco, presidente della Provincia di Belluno;
- Dario Bond, assessore regionale;
- Romeo Pignat, direttore artistico del MEV.
Successivamente, il dibattito è entrato nel vivo degli aspetti scientifici e comunitari con i contributi di Toni Ricciardi (storico dell'emigrazione italiana e curatore scientifico del museo), Sara Balcon (funzionaria del Ministero della Cultura) ed Elena Donazzan (europarlamentare).
Ad arricchire l'atmosfera ci ha pensato il Coro Minimo Bellunese, che ha eseguito una selezione di canti tradizionali dedicati al Veneto e al tema del viaggio. Le loro voci hanno rievocato il legame indissolubile che unisce le comunità venete sparse nel mondo alla loro terra natia, prima di lasciare spazio al classico taglio del nastro e al brindisi inaugurale.
Il commento del Presidente De Bona: «Un sogno che diventa realtà »
Nel suo discorso, il presidente dell'ABM Oscar De Bona non ha nascosto la soddisfazione per il traguardo raggiunto:
"Questo museo è un sogno che diventa realtà . Il progetto che abbiamo presentato nell'ambito del PNRR si è classificato al secondo posto a livello nazionale su oltre settanta candidature, e al primo posto assoluto in Veneto. Un risultato straordinario che premia la credibilità e la capacità progettuale che la nostra associazione ha costruito in sessant'anni di intensa attività ."
De Bona ha poi espresso profonda gratitudine verso l'intero staff dell'associazione per aver gestito una macchina amministrativa complessa, ringraziando i tecnici, le maestranze, le associazioni dei veneti nel mondo e le tantissime famiglie che negli anni hanno donato lettere, scatti e ricordi. Il MEV, ha concluso il presidente, non sarà una struttura statica: si tratterà di un laboratorio dinamico in costante aggiornamento, capace di raccontare non solo la storia di ieri, ma anche le rotte dei tanti giovani veneti che ancora oggi scelgono di trasferirsi all'estero per motivi di studio o lavoro.
Le voci del territorio e delle istituzioni
Il valore culturale ed economico dell'opera è stato rimarcato da tutti i rappresentanti istituzionali presenti:
| Rappresentante | Istituzione | Focus dell'intervento |
| Raffaele Addamiano | Comune di Belluno | Orgoglio cittadino per l'unica struttura museale del Veneto interamente dedicata all'emigrazione e l'importanza della memoria per i giovani. |
| Marco Staunovo Polacco | Provincia di Belluno | L'efficacia della sinergia tra l'ABM — definita un modello organizzativo — e gli enti locali. |
| Dario Bond | Regione Veneto | Il supporto continuo della Regione alle realtà che mantengono vivi i ponti con i giovani all'estero, favorendo un potenziale "turismo delle radici" e di ritorno. |
Ricerca scientifica e tecnologia: il binomio vincente del MEV
Il cuore del nuovo allestimento è il frutto di mesi di intensa ricerca e progettazione. Il direttore artistico Romeo Pignat ha illustrato i cinque mesi di cantiere necessari per dare forma alle sale multimediali, mentre il curatore scientifico Toni Ricciardi ha voluto ricordare il peso specifico che i migranti veneti hanno avuto a livello globale: le loro competenze professionali e i loro saperi hanno piantato i primi semi di quello che oggi tutto il mondo celebra come Made in Italy.
Anche la dimensione intima e il sacrificio familiare sono stati rievocati dall'europarlamentare Elena Donazzan, che ha condiviso un toccante ricordo legato alla storia della propria famiglia. In chiusura, la funzionaria ministeriale Sara Balcon ha evidenziato come il MEV rappresenti l'esempio perfetto di come i musei di territorio possano fare un enorme salto di qualità se supportati in modo intelligente dalle nuove tecnologie digitali, assecondando gli obiettivi strategici del PNRR.
Da oggi, il MEV vi aspetta a Belluno per offrirvi un viaggio unico nella memoria, nell'identità e nel futuro della nostra regione.




















