Un Premio Oscar con le Dolomiti nel sangue: le radici cadorine di Ricardo Darín al MEV

8 Lug 2026

Il cinema mondiale lo conosce semplicemente come Ricardo Darín, il volto simbolo della cinematografia argentina, protagonista di capolavori assoluti come Il segreto dei suoi occhi (Premio Oscar nel 2010), Storie pazzesche e Argentina, 1985. Ma dietro i riflettori di Buenos Aires e i red carpet di Hollywood si nasconde un filo invisibile che attraversa l'oceano e porta dritto nel cuore delle Dolomiti bellunesi: le sue radici familiari affondano infatti a Pieve di Cadore.

Oggi il MEV - Museo dell'Emigrazione Veneta è orgoglioso di raccontare anche la sua storia, un esempio straordinario di come il talento dei discendenti veneti abbia saputo conquistare il mondo senza mai recidere il legame profondo con la terra degli antenati.

Da "Da Rin" a Darín: l'epopea di un cognome cadorino

Il cognome Darín, così come lo si pronuncia oggi in Sudamerica, non è altro che la mutazione fonetica del tipicissimo Da Rin, ceppo nobilissimo e storico di Pieve di Cadore e delle vallate circostanti. Tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, la famiglia dell'attore fece parte di quella grande ondata migratoria che lasciò la provincia di Belluno per cercare fortuna in Argentina.

I Da Rin, abituati alla tenacia e ai sacrifici della vita di montagna, si stabilirono oltreoceano integrandosi rapidamente nel tessuto sociale argentino. Generazione dopo generazione, quel cognome legato alle rocce del Cadore si è trasformato in una firma d'autore nel mondo dello spettacolo, prima con il padre dell'attore (Ricardo Darín Senior) e poi, ai massimi livelli, con il Ricardo che tutti oggi celebriamo.

L'orgoglio veneto nel cinema d'autore

Ricardo Darín non è solo un attore di successo; è considerato unanimemente uno dei più grandi interpreti contemporanei di lingua spagnola. La sua capacità di dare corpo a personaggi intensi, ironici, profondi e profondamente umani riflette, in qualche modo, quella resilienza e quella concretezza tipiche della gente della nostra terra.

La sua traiettoria artistica rappresenta la perfetta evoluzione dell'emigrazione veneta: partita dalle valigie di cartone e dalla fatica dei primi coloni, è arrivata a esprimere eccellenze assolute nel campo della cultura, dell'arte e del cinema internazionale.

Ricardo Darín nelle sale del MEV

All'interno del percorso espositivo multimediale del MEV a Belluno, la figura di Ricardo Darín trova una collocazione d'onore. Il museo, infatti, non è solo un archivio del passato o un racconto di nostalgie, ma uno spazio vivo che dialoga con la contemporaneità e celebra i traguardi dei veneti nel mondo.

Attraverso postazioni interattive e approfondimenti dedicati alle grandi famiglie della diaspora bellunese in Argentina, i visitatori del MEV possono scoprire l'incredibile viaggio che ha portato un cognome nato all'ombra delle vette cadorine fino alla conquista dell'Academy Award. Darín diventa così un simbolo di riscatto e un ponte culturale fortissimo tra il Veneto e l'Argentina, ispirando i tantissimi giovani italo-discendenti che ogni anno visitano il museo alla ricerca delle proprie radici.

Un legame che continua a emozionare

"Avere una figura del calibro di Ricardo Darín legata alla nostra provincia è un immenso orgoglio", sottolineano i curatori del MEV. "Sapere che le radici di un attore così planetario partono da Pieve di Cadore dimostra quanto la nostra comunità emigrata abbia seminato bellezza nel mondo. Il MEV è nato proprio per questo: per ricordare a tutti che la storia veneta è una storia globale".

Il MEV invita tutta la cittadinanza, gli appassionati di cinema e i viaggiatori a visitare il museo a Belluno per scoprire questa e molte altre straordinarie storie di veneti che hanno fatto grande il mondo.

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