Ci sono immagini capaci di raccontare un’intera epoca con un solo sguardo. Nei nostri archivi spicca uno scatto straordinario proveniente dal patrimonio del Centro Studi sulle Migrazioni "Aletheia", istituzione con cui il MEV – Museo dell’Emigrazione Veneta collabora attivamente per la salvaguardia e la valorizzazione della memoria storica.
Ci troviamo ad Antioch, in California, negli anni ’30. Davanti all'obiettivo posa la grande famiglia di Giuseppina Piucco e Valeriano Jacuzzi. Un ritratto che a prima vista evoca la classica epopea rurale dei nostri emigrati negli Stati Uniti, ma che in realtà nasconde le radici di uno dei marchi di design e benessere più famosi e iconici del pianeta: la Jacuzzi.
Questa è la storia di come la resilienza e il "saper fare" di una giovane donna della montagna bellunese abbiano gettato le fondamenta silenziose di un impero industriale globale.
Da Soffranco alla California: il viaggio di Giuseppina
La storia di Giuseppina Piucco inizia il 16 dicembre 1898 a Soffranco, una piccola frazione di Longarone, nel Bellunese, situata proprio all'imbocco della Val Zoldana. Una terra di montagna, bellissima ma dura, che all'inizio del Novecento spingeva molti dei suoi giovani a cercare fortuna altrove.
Nel primo dopoguerra, Giuseppina incontra Valeriano Jacuzzi a Casarsa della Delizia, in Friuli. I due si sposano, hanno il primo figlio e, nel 1920, prendono la decisione che cambierà per sempre le loro vite: imbarcarsi per gli Stati Uniti. Ad attenderli in California c'è il resto della famiglia Jacuzzi, emigrata già nel 1907 per lavorare prima nelle ferrovie e successivamente nel pionieristico settore dell'aviazione.
La fattoria di Antioch: il porto sicuro nelle tempeste della storia
Giunti in America nel gennaio del 1921, i primi anni per Giuseppina e Valeriano sono tutt'altro che facili. Nel 1921, un terribile incidente aereo costa la vita a Giocondo Jacuzzi (fratello di Valeriano), gettando l'azienda di famiglia e i parenti in un periodo di profonda difficoltà finanziaria ed emotiva.
Per garantire stabilità e sicurezza alla propria famiglia, nell'ottobre del 1924 Valeriano e Giuseppina compiono un passo decisivo: acquistano una fattoria di 161 acri ad Antioch, in California, dove si trasferiscono nel 1925.
In quella fattoria, Giuseppina diventa il vero e proprio perno della vita domestica e comunitaria:
- Coltiva un orto immenso e straordinariamente produttivo, capace di dare ogni tipo di verdura.
- Alleva mucche, maiali, conigli e polli.
- Produce formaggio fatto in casa e vende le uova, condividendo generosamente i prodotti della terra con i parenti e l'intera comunità friulana e veneta emigrata nella zona.
Mentre Giuseppina gestisce la terra e cresce i numerosi figli nati dal matrimonio, Valeriano e i suoi fratelli possono concentrare le proprie energie sulle loro grandi passioni: la meccanica, l'aviazione e l'invenzione di pompe idrauliche.
Pur non entrando mai direttamente nei consigli d'amministrazione dell'azienda, fu proprio la straordinaria solidità domestica ed economica garantita da Giuseppina a permettere ai fratelli Jacuzzi di brevettare quelle rivoluzionarie tecnologie che avrebbero cambiato il mondo.
La nascita di un mito: l'idromassaggio Jacuzzi
Il lavoro di ricerca dei fratelli Jacuzzi sulle pompe idrauliche per l'agricoltura trova una clamorosa e inaspettata svolta domestica nel 1956.
Il piccolo Kenneth Jacuzzi, di soli due anni, soffre di una grave forma di artrite reumatoide. Il padre, Candido Jacuzzi, nota che l'unico trattamento in grado di alleviare le sofferenze del bambino è l'idroterapia praticata in ospedale. Spinto dal desiderio di aiutare il figlio tra le mura di casa, Candido ha un'intuizione geniale: progetta una pompa a immersione che, applicata alla comune vasca da bagno, sintetizza gli effetti benefici della terapia termale.
Nasce così la prima pompa idromassaggio della storia. Il medico di famiglia intuisce immediatamente la portata rivoluzionaria dell'invenzione e consiglia la commercializzazione. Nel 1968, la Jacuzzi lancia sul mercato la prima vasca con idromassaggio integrato, diventando in breve tempo sinonimo di lusso, benessere e innovazione a livello globale.
Il valore della memoria
Dietro le luci di una grande multinazionale e dietro il design elegante di una vasca Jacuzzi, si nasconde la quotidianità operosa di una donna bellunese. Giuseppina Piucco ha incarnato perfettamente le doti tipiche delle emigranti della nostra regione: una straordinaria capacità di adattamento, la cultura del lavoro, la generosità comunitaria e una resilienza incrollabile.
Questa "foto che parla", custodita grazie alla preziosa attività del Centro Studi "Aletheia", ci ricorda che la storia dell'emigrazione veneta non è fatta solo di partenze dolorose, ma anche di radici profonde capaci di generare frutti straordinari dall'altra parte del mondo.
(La foto storica è parte dei materiali dell'Archivio Associazione Bellunesi nel Mondo, conservata presso il Centro Studi sulle Migrazioni "Aletheia")

